E-commerce e marketplace: come e perché vendere i propri prodotti sul web

La vendita online è il presente e il futuro dei business, sia B2C, che B2B (ovvero rivolti al consumatore finale, il primo, o ad altre aziende, il secondo). Se tra attività commerciali i rapporti digitali sono già pratica comune perché definiti da tempo; tra produttore e consumatore, invece, il dialogo face-to-face è stato, fino a poco tempo fa, ancora molto forte. Le cose oggi sono però diverse e la crescita e la nascita sul web di numerosi e-commerce e marketplace non può che avvalorare la nostra tesi.

Negli ultimi anni, infatti, grazie all’affermarsi di piattaforme di vendita online come Amazon, eBay, Zalando e molte altre, le abitudini degli utenti sono cambiate sensibilmente. Inoltre, la chiusura forzata dei negozi dovuta alla pandemia da Coronavirus ha permesso a molte persone di interfacciarsi con questi nuovi metodi d’acquisto. Ciò che viene apprezzato maggiormente sono la comodità, l’immediatezza e la semplicità degli acquisti online. Rimanendo seduti comodamente sul proprio divano, infatti, è ormai possibile in pochi click acquistare qualsiasi cosa, da ogni parte del mondo.

Se possedere un sito vetrina, dunque, è quasi uno standard al giorno d’oggi, una base obbligatoria per ogni attività commerciale; poter vendere i propri prodotti sul web è un plus importante, che può radicalmente cambiare faccia al proprio business.

Un mondo che cambia… e si digitalizza.

Se un tempo recarsi in un negozio, al mercato o, già più recentemente, in un centro commerciale, era l’unico modo per fare acquisti, oggi le cose sono profondamente cambiate. Il “commercio elettronico” (da qui il nome e-commerce) ha cambiato le carte sul tavolo in cui si svolge ogni compravendita economica.

Nell’epoca di cui sopra, infatti, il consumatore doveva fisicamente investire il proprio tempo, oltre che i propri soldi, in un acquisto, perché “obbligato” a recarsi di persona presso il punto vendita. Oggi non è più così, perché il commercio digitale si è inserito nel mercato come un’alternativa decisamente più rapida e comoda.

D’altra parte, ovviamente, ha dato inizio ad una concorrenza molto più serrata tra i competitors di uno stesso campo. Se prima un consumatore doveva occupare molto più tempo a valutare le varie opzioni a propria disposizione, senza poi magari cambiare mai fornitore; oggi trova queste possibilità appaiate una a fianco dell’altra, in una sorta di mostra di settore, ma digitale.

In un tale contesto, come già anticipato, non possedere un sito vetrina equivale ad auto-escludersi da questa competizione ed è dunque (quasi) obbligatorio. Possedere un e-commerce o vendere i propri prodotti su un sito marketplace, invece, significa rispondere alle esigenze di tutti i potenziali acquirenti e concorrere per un posizionamento forte e radicato sul mercato.

E-commerce

E-commerce e marketplace: come vendere online.

Aprire un e-commerce di proprietà o scegliere di vendere i propri prodotti avvalendosi di un marketplace, sono le due principali soluzioni a disposizione. Entrambe presentano vantaggi e carenze da soppesare attentamente. Premettendo comunque che una possibilità non esclude l’altra.

Prima di decidere come muoversi, come sempre, occorre effettuare un’attenta analisi di diversi fattori, poiché è una scelta da compiere con coscienza di causa:

  • In primo luogo è necessario analizzare la propria attività, definendo le proprie esigenze e i propri obiettivi per il futuro;
  • In seguito è buona norma guardarsi intorno, per capire come si muove il mercato e come agiscono i propri competitors;
  • Infine, sarà importante anche studiare il proprio pubblico target, delineando i profili principali delle proprie buyer personas.

Solo dopo aver inquadrato il contesto di riferimento, si potrà decidere se dotarsi di un e-commerce o scegliere uno o più marketplace.

Cos’è e quali i vantaggi di un e-commerce di proprietà.

L’e-commerce è una vetrina privata, ad uso esclusivo dell’azienda che decide di aprirlo. Rispetto ad un sito classico offre ovviamente la possibilità agli utenti di effettuare direttamente acquisti online. Pertanto necessita di un impianto di sicurezza e un percorso di vendita molto sofisticati.

Il grande vantaggio dell’e-commerce è proprio l’esclusiva proprietà del sito, da parte dell’azienda. La quale potrà gestire i flussi e le varie pagine a proprio piacimento; così come potrà personalizzarlo completamente, anche dal punto di vista estetico e stilistico. Un bel vantaggio per chi punta su una comunicazione del brand condivisa, stratificata e uniforme.

La pecca dell’aprire un nuovo e-commerce, sta nel fatto che non possiede un posizionamento sui motori di ricerca. Se il brand a cui è associato, quindi, è già molto forte sul mercato, allora i risultati non tarderanno ad arrivare; così come nel caso in cui un sito vetrina venga convertito in un e-commerce. Se, invece, l’azienda si sta approcciando per la prima volta sul web, allora sarà necessario investire in pubblicità e in campagne sponsorizzate, per aumentare la propria visibilità online.

A tal proposito, un grande consiglio è quello di affidarsi a professionisti del settore, come Naytes agenzia di marketing e comunicazione digitale di Reggio Emilia. Un team di professionisti ti seguirà nella realizzazione del tuo sito e-commerce e in tutte le attività di comunicazione e promozione online e offline.

E-commerce

Perché scegliere un marketplace.

Il marketplace è una sorta di supermercato o maxi store digitale: in un’unica piattaforma, infatti, vengono venduti prodotti di svariate aziende. I maggiori player del mercato raggruppano merci di diversi settori, mentre altri marketplace sono dedicati ad un’unica tipologia merceologica.

Decidendo di vendere i propri prodotti con questa modalità, si ha il grande vantaggio di affidarsi ad una struttura già esistente, testata e organizzata. Inoltre, le principali piattaforme garantiscono ai vari brand una già ottima visibilità, perché potranno contare su un posizionamento online forte e radicato.

Tuttavia, per quanto riguarda la struttura, i processi e l’estetica del sito, le aziende non avranno voce in capitolo. E se si può soprassedere su quello che è l’aspetto stilistico e grafico del sito; più complicato è il discorso relativo ai pagamenti e alla fatturazione delle vendite. I flussi economici e le spedizioni, infatti, sono totalmente in mano al marketplace stesso, limitando o complicando il controllo del brand, sul proprio venduto.

A questo si aggiunga che molte piattaforme richiedono una quota di partecipazione e trattengono una commissione sulla vendita. Due costi che, inevitabilmente, incideranno sugli introiti della propria azienda. Infine, come già anticipato in precedenza, la concorrenza sui marketplace è altissima, al punto che diventa fondamentale anche investire tempo e risorse per promuovere al meglio i propri prodotti e non farsi scavalcare dai propri competitor.

Per maggiori informazioni riguardo alla vendita online dei tuoi prodotti, non esitare a contattarci!
Naytes
è a tua disposizione per analizzare il tuo caso specifico e studiare insieme a te la migliore strategia per entrare nel mondo delle compravendita online.

User experience e user interface: gli alleati del tuo sito web

Provare un’esperienza positiva all’interno di un negozio spinge il cliente ad acquistare e a tornare. E così funziona anche sul web: tramite i concetti di User Experience (UX) e User Interface (UI) si cerca di soddisfare quelle che sono le esigenze dell’utente e di rendere la sua permanenza sul sito semplice e memorabile.

È facile che l’esperienza e l’interfaccia utente vengano confuse ed utilizzate come sinonimi, quando, in realtà, si tratta di due termini distinti e con funzioni differenti. L’uso corretto di entrambi consente di migliorare la qualità complessiva del proprio sito web aziendale o personale; ma incide positivamente anche sul posizionamento del proprio brand nella mente del pubblico target e di avere vantaggi in termini di SEO.

Ma in che modo si possono utilizzare per rendere il proprio sito efficace?

Cosa sono la user experience e interface.

In primo luogo, è bene conoscere i concetti ed avere chiare le differenze che intercorrono tra loro.

L’UX si stabilisce in base al modo in cui l’utente entra in contatto con una pagina del tuo sito web ed interagisce con essa. Viene misurata attraverso la facilità di navigazione, l’intuitività dei comandi e la funzionalità di questi stessi fattori. Ha molta importanza soprattutto nei siti e-commerce, ossia in quelle piattaforme online nelle quali è possibile acquistare i prodotti offerti dalla propria azienda. E, quindi, in cui dare la possibilità all’utente di trovare in modo rapido ciò che sta cercando è fondamentale.

L’interfaccia (UI), invece, riguarda tutto ciò che riguarda la sfera visiva del tuo sito web. Parliamo del layout grafico e quindi del testo, delle immagini, dei colori, dei pulsanti, ecc… Stabilire e ottimizzare l’interfaccia della tua vetrina online significa stabilire la lunghezza e la larghezza delle linee, le forme e le animazioni. L’obiettivo è quello di rendere le pagine del sito il più possibile gradevoli per il navigatore. Va a sostegno della UX e può essere considerata come “il suo volto”.

Come funzionano la user experience e interface.

Per progettare una buona User Experience, l’UX designer – ossia il tecnico preposto al suo studio – deve come prima cosa analizzare alcuni aspetti, quali:

  • Il target di riferimento a cui si rivolge ogni singola pagina del tuo sito web;
  • I tuoi principali competitors, per capire come si muove la concorrenza e fare di meglio;
  • Le necessità e i punti di forza del sito.

Solo in seguito, andrà ad analizzare e definire gli interventi e i metodi per migliorare l’usabilità e l’efficienza del tuo sito web, proponendo soluzioni funzionali adatte ai bisogni dell’utente.

Il designer, perciò, deve essere in grado di spaziare tra più ambiti, da quello psicologico a quello dell’architettura dell’informazione e altri ancora… Il suo obiettivo è quello di riuscire a creare e a garantire ai tuoi potenziali clienti l’esperienza migliore possibile.

L’UI designer – colui che, invece, si occupa studiare e definire la struttura del sito web – avrà il compito di realizzare visivamente il progetto della User Experience, tramite il disegno delle interfacce. Curerà il linguaggio e lo stile della pagina, sceglierà, quindi, i font e i colori più piacevoli e coerenti con le linee guida proposte dall’UX designer e con quelle del tuo brand.

User experience

I rischi di un sito dall’UX e UI inefficaci.

I rischi di sottovalutare questi aspetti e quindi di sviluppare una pagina o, peggio, un interno sito web inefficace sono molteplici. Un utente che fatica a navigare su di un sito e, dunque, non riesce a reperire le informazioni che cerca in modo rapido, difficilmente tornerà a visitarlo. Inoltre, avere una pagina poco interattiva, o al contrario, con troppi stimoli, renderà la navigazione difficile, confusionaria e poco pratica.

Sul web l’attenzione dell’utente è sempre più volatile, per questo la creazione di un’interfaccia semplice e chiara che lo mantenga concentrato sui contenuti proposti è fondamentale e costituisce il punto focale dell’utilità finale di un sito web. Infine, il tuo potenziale cliente non deve mai sentirsi smarrito all’interno del sito o domandarsi cosa deve fare per proseguire la sua ricerca. Ogni pagina deve essere in grado di guidarlo con precisione e di dargli tutte le informazioni che ricerca.

Valutare i risultati.

Per valutare l’usabilità e l’efficacia di una pagina web ci si può affidare ai test A/B, tramite i quali si offrono due versioni dello stesso sito a gruppi di utenti, con l’obiettivo di capire e studiare quale riscontra più successo. In alternativa o in aggiunta, è possibile analizzare diversi dati relativi all’efficacia del tuo sito web tramite gli strumenti adatti, come Google Analytics, che può essere un’ottima base di partenza per valutare in che modo il proprio pubblico target risponde alle funzionalità proposte.

In conclusione.

Lo studio e soprattutto il mantenimento della User Experience e della User Interface è molto importante per massimizzare le conversioni, come acquisti e registrazioni; ma anche e soprattutto per fidelizzare gli utenti che incontrano il tuo sito aziendale.

Per avere la certezza di definire una strategia adeguata e che rimanga coerente nel tempo, il nostro consiglio è quello di affidarsi a degli esperti del settore. Naytes agenzia di marketing e comunicazione è il partner ideale per raggiungere un immediato successo per il proprio business. Grazie ad un team di esperti digitali, infatti, siamo in grado di ottimizzare e migliorare la User Experience e la User Interface di ogni sito web.

User experience

SEO e SEM: quanto sono importanti per il tuo business?

Se stai cercando di far crescere il tuo business e aumentare la visibilità del tuo sito web e del tuo brand, è necessario tu conosca i principi di SEO e SEM. Questi due acronimi – che al loro interno comprendono un intero mondo – sono infatti due elementi fondamentali ed imprescindibili del digital marketing. SEO e SEM, che come vedremo tra poco, sono attività che vanno ad influenzare la tua presenza sul più utilizzato motore di ricerca in Italia – Google se te lo stessi chiedendo – e, dunque, sono in grado di migliorare largamente le tue prestazione online.

Andiamo quindi a definire cosa si intenda per SEO e SEM e quali le differenze tra le due, ma soprattutto quanto siano importanti per il tuo business.

Cos’è la SEO?

Tecnicamente SEO è l’acronimo di “Search Engine Optimization”, ossia l’arte di ottimizzare il proprio sito web – e i propri contenuti – per i motori di ricerca. La SEO, infatti, comprende tutte quelle attività che hanno lo scopo di aumentare le visite e l’indicizzazione organica del tuo sito, nelle SERP di Google.

SEO e SEM, ma cosa sono le SERP?

E a questo punto è necessario definire cosa siano le SERP, ossia le “Search Engine Result Page”. Si tratta, in breve, delle pagine di risultato che appaiono all’utente, ogni volta che interroga Google e lancia una ricerca. Ciò che il motore mostra all’utente, infatti, è un indice delle pagine di siti web che ritiene più autorevoli e pertinenti, che quindi meglio rispondono alla sua specifica richiesta. In poche parole, che meglio trattano l’argomento cercato tramite keyword.

Le attività di SEO.

Le attività di SEO, dunque, risultano fondamentali, perché permettono di aumentare la “considerazione” che Google ha del nostro sito. Più un contenuto è ben strutturato, migliore sarà il valore attribuitogli dal motore di ricerca, che lo inserirà più frequentemente nelle prime posizioni delle SERP, quelle più visitate dagli utenti.

Lavorando correttamente di SEO, si genererà intorno al tuo sito un circolo virtuoso e benefico. Migliore è la tua posizione in SERP, infatti, maggiori saranno gli utenti che raggiungeranno il tuo sito; e crescendo il numero di click verso i tuoi contenuti, aumenterà anche l’attenzione di Google per il tuo sito aziendale, facendoti guadagnare sempre più posizioni in SERP.

Pensa a quando navighi su Google e comprenderai immediatamente il valore di queste attività. Quante volte passi alla seconda pagina dei risultati di ricerca? E quante volete invece tra i primi 10 link trovi ciò che cerchi? È innegabile: conquistare la prima pagina delle SERP, per il maggior numero di parole chiave inerenti con la tua attività, significa far crescere la tua visibilità organica, la tua brand awareness e, quindi, il tuo business e il tuo fatturato.

SEO e SEM

Cos’è la SEM?

Tecnicamente con l’acronimo SEM si intendono le strategie di “Search Engine Marketing” e comprende quindi anche le attività di SEO e SEA. Quest’ultima sigla riguarda la “Search Engine Advertising”, ossia le tecniche di promozione web a pagamento. Nel corso degli anni, però, con SEM si è giunti ad indicare quasi esclusivamente l’ambito SEA e con il termine “Search Marketing” ciò che prima era la macro-categoria comprendente oggi SEO e SEM (ex SEA).

Di fatto, dunque, quando si parla di SEM, si intendono le strategie e tecniche che puntano ad aumentare la visibilità di un sito, migliorandone il posizionamento in SERP tra i risultati a pagamento dei motori di ricerca.

Le pagine dei risultati di Google, infatti, si dividono fondamentalmente in due parti: nelle primissime posizioni troviamo gli annunci a pagamento; a seguire, tutti quelli invece organici. Nel primo caso, l’indicizzazione avviene attraverso attività a pagamento; nel secondo, invece, sulla base della qualità dei contenuti interni al sito proposto da Google e attraverso le attività di SEO.

Le attività di SEM.

L’obiettivo della SEM è quello di portare sul proprio sito web il maggior numero di utenti che navigano sui motori di ricerca. Per raggiungere questo risultato, banalizzando il processo, si acquista traffico e posizionamento su Google, per determinate chiavi di ricerca. Il costo viene definito attraverso un sistema ad asta: più paghi, più volte vieni mostrato agli utenti. Il grande vantaggio di questa pratica, però, è quello che l’addebito del motore di ricerca avviene solo per i click effettuati sull’annuncio e, quindi, solo quando l’utente visita, attraverso questo percorso, il tuo sito web. È il processo che viene in genere chiamato “Pay Per Click”, o PPC.

Più che mai, per le attività di SEM, che richiedono quindi un costo periodico da corrispondere al motore di ricerca, è fondamentale affidarsi ad un esperto del settore. Il SEM specialist, infatti, è proprio colui che si occupa di creare, settare e ottimizzare nel tempo le campagne a pagamento, in genere attraverso Google Ads. Naytes, agenzia specializzata in comunicazione e marketing, è in grado di occuparsi per te di queste attività, rendendoti costantemente partecipe nel processo di ottimizzazione e analisi dei risultati raggiunti.

SEO e SEM

La differenza tra SEO e SEM.

SEO e SEM hanno lo stesso obiettivo: fare in modo che Google mostri il tuo sito web, per farlo trovare dalle persone giuste, nel momento in cui hanno bisogno di te.

Esistono diversi modi per raggiungere questo risultato – recentemente abbiamo parlato di Email Marketing, ad esempio, oppure della Google My Business – ma nessuno è così diretto e profilato, come sfruttando SEO e SEM.

La grande differenza tra SEO e SEM, quindi, sta nei tempi necessari per apprezzare i primi risultati, oltre che nella “facilità” con cui si raggiungono. Se la SEO richiede generalmente diverso tempo per concretizzare l’attività; gli annunci sponsorizzati a pagamento iniziano a generare traffico più rapidamente, in un lasso di tempo tanto breve, quanto è alto l’investimento effettuato.

I click prodotti dalla SEM, inoltre, sono decisamente più mirati: grazie ad un fine lavoro di precisione, infatti, potrai mostrare agli utenti il tuo sito, per determinate keywords, senza possibilità di errore. La pertinenza dei siti proposti all’utente, infatti, è massima, in quanto è a vantaggio di Google, mostrargli i contenuti più adatti alla sua ricerca.

Infine, è necessario anche considerare che, se con un budget adeguato è possibile posizionare il proprio sito per qualsiasi chiave di ricerca; molto diverso è il discorso che riguarda la SEO: alcune keywords, che spesso sono anche le più digitate, sono molto competitive e alcuni temi trattati da colossi del settore! Pertanto risulterà più complesso, in questi casi, scalare le SERP e rendere visibile il proprio brand, dagli utenti interessati.

Brand Awareness e Brand Reputation: l’importanza di lavorare sulla riconoscibilità di marca

Vi siete mai chiesti quanto il vostro brand sia conosciuto dal pubblico? Quanto lo siano i vostri servizi e prodotti? E quanto, infine, il vostro marchio sia apprezzato da parte dei consumatori? Se non lo avete mai fatto, è il momento di porvi queste domande, poiché le risposte vi daranno importanti indicazioni su quanto è nota la vostra azienda, presso il target di riferimento.

Nell’era digitale, competere nel proprio settore con le numerose realtà che propongono prodotti/servizi simili ai vostri, è tutt’altro che semplice. Il primo passo per farlo è entrare nella testa dei consumatori, affermandosi come un’azienda affidabile e “di qualità”. Per raggiungere questo scopo risulta fondamentale studiare e pianificare una comunicazione efficace e una strategia di marketing incisiva.

Due indicatori, oggi molto utilizzati, riassumono perfettamente questo concetto: Brand Awarness e Brand Reputation, andiamo a scoprire di che si tratta.

Notorietà e reputazione di marca.

Sono proprio queste le due parole chiave: notorietà e reputazione. La Brand Awarness, infatti, è un parametro estremamente specifico che definisce quanto il tuo marchio e, di conseguenza, i prodotti/servizi ad esso associati, sono conosciuti dal pubblico a cui ti rivolgi. È intuitivo, per emergere tra tutti i competitor sul mercato, è necessario che i consumatori ti conoscano, ma anche che sappiano associare i tuoi prodotti/servizi al tuo brand. Con Brand Reputation, invece, si definisce il livello di apprezzamento degli stessi prodotti/servizi, da parte del target di riferimento.

I due concetti sono fortemente interconnessi tra di loro: una buona reputazione, non può che far aumentare la notorietà del brand; al contempo aumentare la riconoscibilità del marchio farà crescere il numero di clienti e, lavorando con metodo e qualità, anche il numero di clienti soddisfatti. Lavorando su entrambi i fronti, dunque, si innescherà un circolo virtuoso che farà necessariamente crescere e apprezzare il vostro brand.

Perché è importante far crescere questi due parametri?

In entrambi i casi, la risposta è semplice: immaginate che, scoprendo la necessità di utilizzare un prodotto o di usufruire di un servizio tra quelli da voi proposti, al cliente medio venga in mente subito il vostro brand: un bel sogno, vero? Per arrivare a questo risultato, però, è fondamentale lavorare con costanza e su diversi fronti. Crearsi una Brand Awareness solida e di successo è un percorso lungo e articolato, ma attraverso la giusta comunicazione e sfruttando strategie di promozione ad hoc, anche questo sogno può diventare realtà!

Commenti e recensioni positive, citazioni e menzioni, il classico “ti consiglio” veicolato dal passaparola, il tutto anche online… È in questo modo che ci si costruisce una buona reputazione, una buona Brand Reputation, nella mente dei potenziali clienti. Nulla più che soddisfare il proprio pubblico, per accrescerne il numero.

Pensateci, spesso e volentieri per scegliere un buon ristorante, basta il numero e la qualità delle recensioni lasciate su un sito che considerate autorevole. In poche parole la Brand Reputation del ristorante, valutata attraverso il sito che consultate e che considerate autorevole in materia, in poche parole, a cui assegnate un’alta Brand Awareness.

Brand

Come aumentare la Awareness e la Reputation del brand?

In questo caso la risposta è semplice e complessa al contempo: semplice perché una strategia di comunicazione online e offline stratificata e studiata su misura per il vostro business, farà sicuramente migliorare questi due parametri; ma complessa, perché, com’è facile intuire, sono tanti gli elementi e tante le risorse e le competenze necessarie perché tale strategia possa essere realizzata ad opera d’arte.

Brand Awareness.

Per aumentare la notorietà del vostro marchio è necessario lavorare su tre concetti chiave: riconoscibilità, promozione e pubblicità. In tal senso, Naytes vi può aiutare a lavorare sulla vostra immagine, tramite uno studio approfondito e professionale della vostra brand identity. L’obiettivo è che il consumatore sappia riconoscervi anche solo dal vostro logo e dai suoi colori; ma anche che riesca a capire qualcosa della vostra mission e del vostro modo di lavorare dalle forme e dai dettagli.

Questa correlazione tra marchio e immagine è fondamentale, perché è la base da cui partire per tutte le campagne di promozione sia online, che offline. Anche in questo senso Naytes può rappresentare il partner ideale per te! Grazie ad uno staff esperto e professionale, sapremo coordinare tutte le attività necessarie (pubblicità tradizionale offline, come su riviste di settore o volantini, che online, come campagne social e sponsorizzate sui motori di ricerca) e inserirle in un piano pubblicitario complesso e stratificato, come si diceva in precedenza. In questo modo sarà più facile che un potenziale cliente si ricordi di voi e associ istantaneamente un particolare prodotto o servizio di cui necessita, alla vostra azienda.

Brand Reputation.

Attivato il processo di riconoscimento presso il pubblico target e di associazione tra marchio e prodotti/servizi, è necessario intervenire sulla Brand Reputation. Per migliorare la reputazione della vostra azienda, oggigiorno è fondamentale lavorare online. E come primissima cosa, occorre un sito web performante, moderno e accattivante, nel quale i clienti possano, in ordine:

  • Trovare tutte le informazioni fondamentali per contattarvi;
  • Scoprire quali prodotti o servizi offrite, capendone nel dettaglio caratteristiche, potenzialità e, soprattutto, se rispondono alle loro esigenze;
  • Decidere se e perché scegliere voi, mettendo ben in evidenza i vostri punti di forza e cosa offrite in più, rispetto alla concorrenza;
  • Conoscervi profondamente: chi siete, qual è la vostra storia, la vostra mission e il vostro modo di lavorare, i vostri titoli professionalizzanti…

Il vostro sito web sarà anche la base d’atterraggio di tutte le campagne online: la presenza nelle prime posizioni dei motori di ricerca e la presenza sui social network, infatti, sono vettori per portare utenti e potenziali clienti a conoscere il vostro mondo!

Se necessiti di uno studio approfondito circa la Brand Awareness e la Brand Reputation del tuo marchio, non esitare a contattarci! Saremo lieti di esporti il mostro metodo e di lavorare con te!