Dopo aver parlato del piano editoriale, la base su cui impostare la propria strategia comunicativa attraverso Facebook, addentriamoci nei meandri della gestione della nostra pagina aziendale sul famoso social. Facebook, infatti, ci mette a disposizione una miriade di strumenti per far crescere il nostro network e business e quindi per far crescere l’interesse verso il nostro brand.

Abbiamo già detto di quanto sia fondamentale programmare ogni singolo post, dal giorno della settimana, al momento della giornata. Non a caso Facebook ha implementato un’utile funzione, proprio il “Programma”, che consente all’utente di pianificare il contenuto quando lo ritiene necessario, senza dover essere fisicamente connesso.

Il team di esperti social media manager di Naytes, attraverso una consulenza mirata col cliente, non solo definisce la programmazione editoriale più idonea per ogni tipo realtà, ma fisicamente studia e realizza, anche quotidianamente se richiesto, i contenuti da pubblicare sulla pagina Facebook. E non si ferma qui! Rimanendo in continuo contatto e interfacciandosi periodicamente con il cliente, offre un servizio di gestione delle interazioni che avverranno tra pubblico e brand, attraverso la Facebook. Attività, come vedremo di seguito, fondamentale per il successo della pagina aziendale e del business in generale.

La scelta del media.

Prima di iniziare la pubblicazione periodica di contenuti, è necessario definire il cosiddetto tone of voice, ovvero il tono che si vuole tenere nel dialogo col proprio pubblico. In primo luogo, occorre scegliere il tipo di approccio, che può essere più informale, tramite l’utilizzo del più diretto “tu”, o più controllato, attraverso l’uso del “voi”, che fa sentire il lettore parte di una comunità, di un gruppo di persone con qualcosa in comune. Riguardo il tono di voce, inoltre, occorre definire lo scopo della comunicazione, che può voler divertire o informare, vendere o educare… Infine, in ogni comunicazione, ha molta importanza la scelta del linguaggio, che può essere più o meno semplice, più o meno serio, tecnico, amichevole, professionale…

Quali possono essere i contenuti? In genere è preferibile prediligere creare post propri ed esclusivi, prodotti “in casa”, che possono essere, oltre che i classici testuali.

Immagini.

Possono essere pubblicate da sole, recanti unicamente immagini o anche frasi, oppure legate a un link, ad esempio rimandante al proprio blog o al proprio sito commerciale. Attenzione però, perché Facebook tende a privilegiare le immagini che non contengono testo o comunque che ne contengono poco (intorno al 20% totale dello spazio dell’immagine).

Video.

Secondo lo stesso social, gli utenti spendono 5 volte più tempo sui post che contengono un video, rispetto ai contenuti legati a un’immagine. Facebook, in particolare, privilegia i contenuti caricati sulla sua piattaforma, piuttosto che quelli richiamati tramite un link di un suo competitor. Proprio per questo, molte grandi aziende, hanno cominciato a produrre brevi video pensati unicamente per la pubblicazione su Facebook. Sono contenuti esclusivi che, comunque, possono essere veicolati su altri social, sul blog/sito aziendale o per altri eventi particolari. Un video diventa un valore spendibile in varie e diverse situazioni.

Sondaggi, eventi, note, offerte.

Facebook, inoltre, mette a disposizione altre tipologie di contenuto: come i sondaggi, per chiedere un parere diretto ai propri followersle note, testi discorsivi più simili ad un articolo da blog, che ad un post di Facebook; oppure le offerte, un metodo molto diretto e completo, ad esempio, per dare evidenza a uno sconto specifico.

I post in evidenza.

Mettere in evidenza un post significa, semplificando al massimo il concetto, pagare affinché Facebook “forzi” la comparsa di quel contenuto sulla bacheca di determinati utenti, selezionati sulla base di una serie di parametri scelti appositamente. Le persone a cui mostrare il post vengono scelte, da chi pubblica, per interessi, genere, età, zona, lingua e altre interessanti caratteristiche. In questo modo il contenuto non verrà disperso casualmente, ma indirizzato verso un ben preciso pubblico.

Interazioni.

Mi piace e click.

Ogniqualvolta un contenuto viene pubblicato su di una pagina Facebook, esso potrebbe ricevere “mi piace”, commenti ed essere eventualmente condiviso. Senza dubbio, più un post riceve interazioni, di ogni sorta, più Facebook lo veicola sulle bacheche di diversi utenti. Per quanto trafficata, però, la pagina aziendale rimane una piattaforma esterna. Ciò a cui un’azienda che sponsorizza il proprio brand deve puntare, quindi, è altro: ovvero i click che un contenuto porta al sito/blog oppure i click sul link collegato al post. Cioè quanto il pubblico Facebook viene convertito in potenziale cliente. Per avere percentuali più ampie, in questo senso, sempre utile è coinvolgere l’utente, magari invitandolo a compiere una determinata azione, una cosiddetta call to action.

Commenti e messaggio diretti.

Poco alla volta, assisterete ad un cambiamento nei vostri followers. Essi si scioglieranno e cominceranno a interagire molto di più tra loro, ma soprattutto con l’azienda. Inizieremo a ricevere, in primo luogo, commenti ai nostri post. Regola fondamentale è dare sempre una risposta, laddove prevista: quando un utente vuole dialogare, è sempre buona norma dare seguito a tale desiderio. Il discorso vale sia per i commenti positivi, che per quelli negativi: assolutamente erroneo è lasciar perdere le critiche. Il consiglio, in genere, è quello di mantenere la calma e rispondere in modo conciliate, politicamente corretto e mostrarsi aperti al dialogo.

Quello che vale per i commenti, vale anche e a maggior ragione per i messaggi diretti, importante banco di prova nel rapporto con clienti o potenziali tali. Attenzione a mantenere un buon ritmo di risposta, perché Facebook ne tiene conto e lo segnala agli utenti con appositi badge di “Percentuale reattività ai messaggi”.

Recensioni.

Le recensioni (oggi diventate “Consigli”) degli utenti sono, oggi, diventate un vero e proprio strumento di valutazione di un’attività, di un’azienda e di un prodotto. Per questo sono fondamentali e fondamentale è che esse siano positive: andreste mai a mangiare in un ristorante da una stella su cinque? Per questo è sempre bene coccolare e coltivare i propri followers, con tutte le strategie di cui abbiamo parlato prima. E non disperate se dovesse arrivare qualche recensione negativa: rispondere con calma ed, eventualmente, scusarsi ammettendo i propri errori, è sempre la scelta migliore.

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